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Utopie Realizzabili: quando le parole dei bambini ricostruiscono Bari con l’AI

Utopie Realizzabili: quando le parole dei bambini ricostruiscono Bari con l’AI

Bambini al workshop Urban Prompt di Spazio Murat a Bari reimmaginano la città con l'intelligenza artificiale — progetto Utopie Realizzabili di Art of God

Durante il laboratorio “Urban Prompt – Bari: Le parole che costruiscono la città” (SOUxBari, a Spazio Murat), abbiamo fatto un esperimento magico: abbiamo chiesto a bambine e bambini dai 7 ai 12 anni di ridisegnare i luoghi simbolo di Bari. Il loro strumento non erano solo i pennarelli, ma le parole.


Abbiamo usato l’intelligenza artificiale come un “genio della lampada”: insieme ai bambini abbiamo costruito il prompt perfetto, scoprendo che se sai descrivere il tuo desiderio con le parole giuste, l’AI può trasformare il tuo schizzo in una fotografia del futuro.

La lezione di Tom & Jerry (e di Snoopy)

C’è un dettaglio che tutti abbiamo notato guardando i cartoni animati da piccoli, senza dargli peso. In Tom & Jerry degli adulti si vedono spesso solo le ginocchia. Nei Peanuts di Snoopy, quando parla un adulto, la sua voce è un suono incomprensibile — “wah wah wah”. Non è un caso: è la rappresentazione perfetta di una verità: il mondo del bambino e quello dell’adulto viaggiano su frequenze diverse, spesso asincrone. Tra i due si apre un divario di comprensione che sembra impossibile da colmare.

Abbiamo preso questo escamotage narrativo e lo abbiamo trasformato in un metodo pragmatico: raccontare la città dal punto di vista del bambino, senza semplificarlo, ma anzi portandolo al massimo della sua forza. E per farlo abbiamo usato l’AI come ponte tra le due frequenze.

Il metodo: la bacchetta magica sono le parole

Il procedimento è semplice nell’idea, potente nell’effetto.

  • Abbiamo dato ai bambini una fotografia di un luogo di Bari immediatamente riconoscibile — riconoscibile persino a sette anni — resa volutamente poco nitida.
  • La loro bacchetta magica era un pennarello: su quella base reale hanno reinterpretato lo spazio secondo i propri desideri, liberi da ogni preconcetto. È qui la potenza dell’AI: nessun limite all’immaginazione.
  • Poi li abbiamo “costretti” (tra virgolette) a fare la cosa più difficile: raccontare con precisione cosa avevano in mente. Se vuoi che l’AI mostri esattamente la tua visione, devi descriverla con cura — anche quando, per un adulto, quella visione è assurda.
  • Abbiamo registrato la loro voce, l’abbiamo trascritta, e quel testo è diventato il prompt. Con un sistema di sovrapposizione, il pensiero del bambino — il disegno — si è applicato alla base reale della città, trasformandola.

Così l’AI ha colmato il gap tra adulto e bambino. E ha portato ai bambini una piccola, grande consapevolezza: più sei chiaro e preciso nell’esprimere ciò che desideri, più è facile ottenerlo. Anche nell’assurdo, sono stati concreti.

E il momento più bello è stato leggere nei loro occhi il grado di soddisfazione: “è esattamente quello che volevo”. Ma anche il loro spirito critico: “no, non è come doveva essere”. Al che la controproposta era sempre la stessa — “ma tu, in quel punto, sei stato chiaro?”. E, riascoltando l’audio con le loro parole esatte, capivano dove il pensiero e la descrizione si erano allontanati. Con i giusti accorgimenti, il risultato finale — immagine e poi video — è stato approvato dai bambini.

Le loro visioni

🚌 L’autobus volante — Nina
“Senza ruote, vola a energia solare. Fari a forma di cuore, niente sedili ma letti e mensa. Un albergo magico volante!”

⛲ La fontana depuratore — Angelo
“Prende l’acqua del mare e la pulisce. Ha pesciolini luminosi dentro, onde blu e, lì accanto, regala acqua frizzante.”

🍬 Le case da mangiare — Valeria
“Case di marshmallow che ricrescono se le mangi! E i lampioni? Diventano proiettori che sparano nel cielo i nostri disegni.”

🎡 La ruota di vetro — Olivia
“Piena d’acqua, galleggia su marshmallow giganti in mare. Gira da sola grazie alle onde e si raggiunge con un ponte magico.”

🛝 Lo scivolo e i tetti verdi — Luna
“Macchine su ponti alti, noi sotto in bici. Dai ponti scivoli dritti in mare! E sui palazzi niente tetti, ma prati e fontane.”

Le città sono fatte di pensieri e desideri

Abbiamo imparato una lezione bellissima: le città non sono fatte di cemento e mattoni, ma di pensieri e desideri. I bambini non hanno toccato l’intelligenza artificiale, ma ne hanno compreso il potenziale. Nel loro caso il motore è stato la curiosità, e la bacchetta magica un semplice pennarello. Costringerli a essere chiari nelle richieste è stato il cuore dell’esperienza — e la sua lezione più preziosa.

Utopie Realizzabili: il progetto pilota nelle scuole di Bari

Da questa sperimentazione è nato un progetto pilota che stiamo portando nelle classi elementari di Bari: lo abbiamo chiamato Utopie Realizzabili. Perché è esattamente questo che accade quando dai a un bambino la fotografia della sua città e la libertà di reimmaginarla con le parole: l’utopia smette di essere impossibile e diventa, almeno per un attimo, visibile. Come quando abbiamo portato la Torre Eiffel sul lungomare di Bari: le parole giuste rendono visibile l’impossibile.

Quale di queste visioni vorreste vedere realizzata davvero a Bari?

Workshop curato da: Luca Desiderato, Giancarlo Di Dio e Veronica Condello.
In collaborazione con: SOUxBari · Spazio Murat.

Hai un progetto educativo, culturale o di territorio?

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di Giancarlo Di Dio — Art Director & AI Video Specialist

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